
LE OMBRE DEGLI ANGELI
dialogo con l’invisibile
Opere di Luca Serasini nell’Atelier Santa Cecilia
Vernissage: 15 maggio 2026 ore 18.00
con:
Filippo La Porta – saggista e critico letterario
Mauro Verrone – compositore e sassofonista Jazz
Gualtiero Zambonini, curatore della mostra
Matinée: 17 maggio 2026 ore 11.00
con interventi sonori di Marco Ricci Del Mastro

GLI ANGELI ESISTONO.
Non solo figure di pensiero. In particolare gli angeli custodi. È vero, tanti bambini nel mondo non sono stati protetti, ma perché l’angelo custode lotta contro qualcosa: è un piccolo combattente con le ali. Lotta contro la oscura necessità che governa il mondo: non può dominarla ma a volte riesce a reindirizzarla. Le scale di Luca Serasini, fatte di poligoni irregolari, non garantiscono nulla. Geometrie imperfette, ponti verso l’invisibile. Eppure ci ricordano che non siamo totalmente in balia del male.Filippo La Porta

LA CREATIVITÀ ESTEMPORANEA DELL’IMPROVVISAZIONE ci restituisce il desiderio ancestrale e profondo di narrare e condividere il nostro sentire. La scala può indicarci elevazione e trascendenza nella salita e pericolo anche di una caduta rovinosa in mezzo ai nostri demoni più indomabili. Rifuggiamo l’isolamento che Spinoza vede come freno alla nostra evoluzione, diventiamo gli Angeli di noi stessi.
Mauro Verrone

La “Sinfonia delle ombre” è ispirata alle realizzazioni di Luca Serasini sul tema “Le ombre degli angeli”. L’impianto della sinfonia, in 3 movimenti, appare mimeticamente classico, ma come le ombre ne riflette solo la mancanza di luce. L’ombra presume una presenza attraverso l’assenza, lavora in sottrazione e nascondimento, indica qualcosa che fisicamente non è nel luogo. Saranno angeli, saranno corpi, oppure le nostre speranze e illusioni?
Marco Ricci del Mastro








“Angelo del povero”
Ora che invade le oscurate menti
più aspra pietà del sangue e della terra,
ora che ci misura ad ogni palpito
il silenzio di tante ingiuste morti,
ora si svegli l’angelo del povero,
gentilezza superstite dell’anima…
col gesto inestinguibile dei secoli
discenda a capo del suo vecchio popolo,
in mezzo alle ombre.
Giuseppe Ungaretti

“L’angelo buono”
Venne quello che amavo,
quello che invocavo.
Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria,
nevi,
nevi di quelle che sono cadute da una mano,
un nome,
un sogno,
una fronte.
Non quello che ai suoi capelli
legò la morte.
Ma quello che amavo.
Senza graffiare i venti,
senza ferire foglie o agitare cristalli.
Quello che ai suoi capelli
legò il silenzio.
Per scavarmi nel petto, senza farmi male,
di luce dolce una riva e rendere navigabile la mia anima.
Rafael Alberti

“Sono l’angelo della realtà”
Sono l’angelo della realtà,
visto un attimo affacciarsi sulla porta.
Non ho ala cinerea, né abito smagliante
e vivo senza una tiepida aureola,
o stelle al mio seguito, non per servirmi,
ma, del mio essere e del suo conoscere, parti.
Sono uno come voi ed essere uno di voi
vale essere e sapere ciò che sono e so.
Eppure sono l’angelo necessario della terra,
poiché, nel mio sguardo, vedete la terra nuovamente.
Wallace Stevens
“Ho un angelo che mi guarda”
Ho un angelo che mi guarda
dietro la spalla stanca,
un angelo senza bilancia
che non pesa la mia giornata.
Un angelo che non mi condanna
quando la rosa ferisco,
quando fuggo la speranza,
quando batto la fronte
sulla pietra del disinganno,
quando inganno la morte
con rondini di carta.
Ho un angelo che mi salva
dietro la spalla stanca.
Raffaele Carrieri
“A lungo tenni stretto il mio Angelo”
A lungo tenni stretto il mio Angelo,
e lui infine s’intristì fra le mie braccia.
Divenne piccolo, ed io grande:
finché fui io la compassione
e lui soltanto una preghiera tremante.
Solo allora gli ridiedi il suo cielo
svanendo, mi lasciò le cose sue più intime;
lui apprese il volo, io imparai la vita
e lentamente, l’un l’altro, ci siamo riconosciuti.
Rainer Maria Rilke
